GIUSSANI, Testo sul blog; «STORIA CHE PASSIONE», Le calzature degli antichi Romani; «PIACEVOLE SCOPERTA», Resti misteriosi nel deserto del Sahara

GIUSSANI, Testo sul blog

Post di Fabrizio Giussani, dell’11 marzo 2025, sulla pagina Facebook «Amici dell’ archeologia».

Ciotola in oro, di cm 6,5 di altezza, decorata con un fregio raffigurante quattro gazzelle, età del Ferro, ca. inizio del I millennio a.C., ora al Metropolitan Museum of Art, (galleria 404), sulla Fifth Avenue.

Numerosi vasi simili a questo, per forma e tecnica, sono stati rinvenuti in ricche sepolture a Marlik, un sito a sud-ovest del Mar Caspio, nell’Iran settentrionale; uno è noto anche a Susa, nell’Iran sudoccidentale.

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Sandali romani di 1800 anni fa, Vindolanda Fort, Northumberland

«STORIA CHE PASSIONE», Le calzature degli antichi Romani

Post del 28 aprile 2025, sulla pagina Facebook «Storia che passione».

Quando pensiamo ai Romani, raramente pensiamo alle scarpe… eppure [gli antichi Romani] hanno cambiato anche il modo di camminare nel mondo antico! Anche se non inventarono il concetto di calzatura, furono [infatti] i primi a sviluppare una vera varietà di modelli, progettati per ogni esigenza.

Mentre Greci ed Egizi usavano semplici sandali, a causa dei loro climi caldi, i Romani, dovendo affrontare i territori più diversi e impervii, perfezionarono l’arte della calzatura. Non era solo una questione di comfort: proteggere i piedi significava anche conquistare più velocemente.

I soldati romani indossavano le famose caligae, sandali robusti con suole rinforzate da chiodi di ferro. Pensate: erano così ben progettati che riducevano vesciche e infezioni, garantendo ai legionari di marciare chilometri su chilometri… e arrivare pronti alla battaglia!

A differenza delle civiltà precedenti, i Romani furono anche tra i primi a distinguere tra scarpa destra e sinistra, aumentando la comodità. Ogni legione si portava dietro i sutors, abili artigiani che riparavano o realizzavano scarpe direttamente sul campo, utilizzando forme di legno e strumenti di ferro.

Una curiosità: i chiodi sotto le caligae non servivano solo per il grip. In battaglia, i soldati potevano usarli anche per schiacciare i nemici caduti, impedendo loro di rialzarsi e colpire alle spalle! Il suono ritmico di migliaia di caligae chiodate che avanzavano era una vera arma psicologica.  

Oggi, calzature romane perfettamente conservate sono esposte in musei come quello di Vindolanda, in Inghilterra, testimoniando la genialità di un Popolo che… camminò verso la storia.

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«PIACEVOLE SCOPERTA», Resti misteriosi nel deserto del Sahara

Post del 2 maggio 2025, sulla pagina Facebook «Piacevole scoperta».

Nel 1996, un team di archeologi italiani stava effettuando scavi nel deserto del Sahara quando fece una scoperta sorprendente: oro, ossa umane, punte di freccia, resti di armature e armi.

Secondo lo storico Erodoto, un’intera armata fu inviata nel VI secolo a.C. dal re persiano Cambise II per conquistare l’Oasi di Siwa, ma non arrivò mai a destinazione e svanì nel nulla.

Ciò che gli scienziati trovarono nel 1996 fu inquietante: * Ossa, gravemente danneggiate e sparse su chilometri; * Armature ed armi, distrutte in modo anomalo; * A sette metri di profondità, vasetti con livelli di radiazioni fuori scala e, all’interno, compresse di radio.

Secondo i ricercatori, l’armata potrebbe essere stata avvelenata deliberatamente.

Le autorità [accademiche] sostengono che il radio sia stato scoperto solo nel XIX secolo, ma questo rinvenimento metterebbe in discussione la storia scientifica conosciuta.

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